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Leonardo, la nuova serie tv su Rai 1, sdogana il bacio gay in prima serata. Ma va bene così?

Qualcuno su Il Corriere o su Fanpage ha salutato le sequenze del bacio tra il giovane Leonardo da Vinci e l’orafo diciassettenne, Jacopo Saltarelli, come “un piccolo bacio, ma un grande balzo per l’umanità” perché “ormai da qualche anno le fiction italiane viaggiano al passo con i tempi” perché “già 5 anni fa si baciavano due uomini nella fiction nazionalpopolare per eccellenza, Un medico in famiglia, seguita l’anno prima da Un posto al sole. Segnali di (lento) cambiamento”! Insomma “la ferita ancora aperta” provocata dalle recenti censure della rete ammiraglia per sequenze simili – dai tagli al film I segreti di Brokeback Mountain a quelli della serie Le regole del delitto perfetto“ieri sera ha cominciato a sanarsi”.
Quindi il messaggio è chiaro: la “normalità” è questa o, meglio, “deve” essere questa. L’ha detto finalmente anche “mamma RAI”: voi retrogradi che la pensate diversamente fatevene una ragione!

Di fronte a tutto questo tripudio, vorrei fermarmi un attimo a parlare invece di opportunità. Si può trattare il tema della sessualità in molti modi e differenti contesti. Alcuni di questi potranno essere più opportuni, altri meno. Quindi nessuno invoca che il servizio pubblico censuri o che metta i paraocchi ai telespettatori e tanto meno che si trasformi in un’agenzia imbonitrice e bacchettona. Vorrei invece che la tivvù non diventi una “cattiva maestra” – per dirla con Karl Popper –, che ti indichi cioè chi odiare o pretenda di spiegarti come stare “al passo con i tempi”. Una televisione che ti “aiuti a pensare” e non che ti imponga “cosa pensare”. Quindi, tornando a noi, una televisione – servizio pubblico che valuti seriamente e responsabilmente se è opportuno o meno “passare” in prima serata – dove la platea dei telespettatori è composta da adulti, ma anche da ragazzi e bambini – messaggi che trattano temi delicati e complessi come la sessualità e l’omosessualità. Per questo, se è di moda il verbo “sdoganare”, vorrei anch’io sdoganare la parola “pudore” nell’accezione più autentica e positiva del termine. Il “pudore” che è l’altro volto del “rispetto” di sé e degli altri.

E sono sicuro che Leonardo, il vero Leonardo, su questo sarebbe d’accordo!

Francesco Pignatelli
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